martedì 21 settembre 2010

Cucine Snaidero a Interessi Zero...davvero

45 giorni a "Interessi Zero...davvero": da sabato 25 settembre a mercoledì 4 novembre sull'acquisto di una cucina Snaidero i nostri clienti potranno attivare un finanziamento ad "interessi zero".

Voi direte "dove sta la novità?". In fondo sono anni che siamo inondati di pubblicità sul "tasso zero / interessi zero" su qualunque tipo di prodotto.

Al tempo stesso ogni consumatore attento sa bene che le società finanziarie non sono dei "buoni samaritani"...quando si parla di "interessi zero" è il rivenditore a sostenere il costo del finanziamento.

Il punto è che se il rivenditore sostiene un costo "extra", anche se non lo dice o quantifica al consumatore, inevitabilmente sarà un po' più legato dal punto di vista della scontistica applicata.

Siamo rivenditori Snaidero da 46 anni (!), clienti Agos da una decina: siamo riusciti ad attivare questa promozione con la quale per 45 giorni ogni cucina Snaidero può essere finanziata ad interessi zero, ed in questo caso il costo del finanziamento è offerto da Snaidero ed Agos.

Beati noi di Diotti A&F che "risparmiamo" gli interessi?
"Beati i nostri clienti" diciamo noi...per 45 giorni possono acquistare le loro cucine Snaidero con lo sconto massimo che possiamo applicare, ad interessi zero, e senza che l'attivazione del finanziamento incida in alcun modo sullo sconto e quindi sulla convenienza dell'acquisto.

45 giorni: da sabato 25 settembre a mercoledì 4 novembre.

Vi aspettiamo!

martedì 14 settembre 2010

Letti in legno: il piacere di scegliere il calore invernale

I letti in legno sono garanzia di qualità e di piacere estetico, nonchè simboli di un insolito quanto gradevole binomio: i letti in legno infatti concorrono a creare l'atmosfera giusta per creare quel calore invernale che durante la stagione fredda tutti andiamo cercando per rifugiarci, per assopirci.

L'estate sta finendo e a nulla vale lo sforzo di rimpiangerla: l'unico modo per affrontare al meglio il passaggio alla stagione fredda è pensare a tutto ciò che c'è di positivo nell'autunno e nell'inverno. E rincorrendo questo ragionamento, non posso fare a meno di figurarmi un caldo letto dove potermi rifugiare quando fuori piove o nevica e fa freddo. Cosa c'è di più piacevole in inverno?

E cosa c'è di più evocativo di un letto caldo se non un letto in legno, forte, solido e avvolgente? I letti in legno rappresentano il top del comfort: ci legano alla nostra Terra, ci ricordano la nostra Storia, ci trasmettono stabilità e, appunto, calore.

Il piacere di toccare il legno con le dita, di sentirlo legivato sotto i polpastrelli, di sentire il suo odore caratteristico nelle narici, di osservare il gioco naturale delle sue venature: si tratta di lussi accessibili, ma tuttavia preziosi, che possiamo replicare all'infinito nella nostra camera da letto.

Un ambiente che deve darci subito l'idea di luogo riposante, calmo, rilassato e nessun materiale può trasmettere queste sensazioni meglio del legno.

E' indicibile poi il piacere di scegliere un'essenza: è questa la vera estasi estetica del legno, poter optare per colori diversi, sfumature diverse, disegni diversi, ognuno con una sua carica emotiva. E ciò che rende questa scelta ancora più affascinante è il fatto che il legno, soprattutto se utilizzato per un letto, può declinarsi e adattarsi a tutti gli stili: dall'ovviamente classico, al moderno, dall'orientale al contemporaneo.

Ed è proprio nel binomio legno-stile moderno che vedo incarnarsi meglio quell'idea di rifugio accogliente e caldo, costruito anche con l'ausilio di morbide coperte e bellissime lenzuola.

Il letto in legno Divine potrebbe costituire "il sogno di un'uggiosa giornata di mezzo inverno": reso ancora più accogliente da due cuscini realizzati esclusivamente per questo modello, si adatta perfettamente all'idea di rifugio con la sua forma vagamente avvolgente.



L'essenza di ciliegio del letto Alia è poi un richiamo esplicito al calore e all'accogliente concetto di famiglia: ricorda le storie raccontate intorno a un fuoco o le favole prima della buonanotte.



Il letto Fushido col suo fascinoso rovere moro e la testiera scorrevole, è l'emblema del legno rivisitato in chiave contemporanea, che strizza un po' l'occhio all'Oriente.



I letti in legno della serie Arco e Virgola colpiscono infine per la loro versatilità: testiere di forme differenti, giroletti con e senza contenitori, si uniscono all'incanto del teak o, di nuovo, del rovere moro.

martedì 13 luglio 2010

Camerette trasformabili: tutto in poco spazio

Se avete scelto l'estate e le ferie per ristrutturare e rinnovare casa, questo è il momento migliore per scegliere anche una nuova cameretta per i ragazzi. Approfittate infatti dei lavori per rinnovare tutto quello che avete in mente e per ridare una sferzata di energia agli ambienti anche dei più piccoli, che così non si sentiranno trascurati dal vostro impegno.

Approfittatene anche per rivedere la distribuzione degli spazi: i ragazzi hanno bisogno di tante cose, ma se avete necessità di qualche centimetro in più per ricavare un secondo bagno, uno sgabuzzino o una zona giorno più grande a favore di una vita collettiva più spaziosa, allora la cameretta può essere sacrificata. E sapete perchè? Perchè non si tratta affatto di un vero e proprio sacrificio.

Il grado di trasformabilità delle camerette di ultima generazione è capace ormai di offrire soluzioni salvaspazio perfette anche per piccoli ambienti (che per legge non devono comunque essere inferiori a 9 metri quadri circa, anche se la metratura precisa dipende dai regolamenti comunali), dove trovare tutto ciò di cui si necessita.

Così letto, zona studio, zona gioco e zona contenitiva possono stare in pochissimo spazio, anche se i figli sono due: sistemi a castello, a soppalco, a scorrimento aiutano proprio questi ambienti a organizzarci meglio e a rendere più stimolante anche la vita dei più piccoli, che potrebbero prendere il momento dell'ordine come un gioco, se glielo insegnamo, perchè ogni parte della loro camera di trasformerà proprio come un robot o come un eroe dei cartoni animati o ancora come un castello incantato per principesse.

La cameretta Smile ad esempio è disponibile in diversissime configurazioni, adattabili a differenti esigenze di spazio e anche di colore e di allegria: nella soluzione proposta, due letti, armadi contenitori e scrivania occupano praticamente un'unica parete grazie a un intelligente sistema soppalcato, permettendo di utilizzare lo spazio rimasto per il gioco.



La cameretta Young è invece un esempio di efficace sistema scorrevole, che chiuso occupa anch'esso una sola parete: due letti e una scrivania scorrono su binari per occupare facilmente lo spazio soltanto con gli elementi che servono in un dato momento; la trasformabilità è assicurata da movimenti fluidi, semplici anche per i bambini. Completa un'armadiatura a tutta parete utile per la sua funzione contenitiva.





La cameretta Sirius soppalcata offre due letti, una scrivania e armadi contenitori corredati da colori vivaci e allegri. Anche qui lo spazio è sfruttato al massimo.



La cameretta Seipersei può essere invece scelta in diverse configurazioni, che sfruttino sistemi a scorrimento oppure a soppalco. Nella soluzione proposta su una parete completa anche di sistemi contenitivi, scorrono due letti e la scrivania. I colori sono molto fashion, pensati per ragazzi e soprattutto ragazze alla moda.

sabato 10 luglio 2010

Lo stile contemporaneo: senza tempo e senza forma?

Dell'ultimo Salone del Mobile ho sentito dire tante cose, che riconducono tutte a un presunto, generale impoverimento delle proposte, come se la crisi economica portasse inevitabilmente anche a una crisi creativa e concettuale. Ma ciò che più mi ha colpito nel sentir parlare delle Giustificanuove tendenze in fatto di arredamento, è stata l'affermazione secondo cui lo stile contemporaneo non sia riconoscibile; definito a-temporale e privo di tratti caratteristici, forse anche un po' copione, è stato accusato di essere uno stile che vive di rendita, che imita tutto e non imita niente.

Essendo non solo cresciuta immersa in questo "stile contemporaneo", ma essendo emersa tutta la mia personalità creativa e passionale proprio insieme a questo specifico gusto, mi sono sentita beffata e offesa, come se la critica fosse stata rivolta direttamente a me. Anche se il concetto di "senza tempo" ha il suo fascino, quello di indefinibile per mancanza di tratti distintivi, proprio ammaliante non è.

Quindi mi chiedo quali siano le giustificazioni di questa presunta crisi stilistica, perchè per definizione non si può chiamare stile ciò che non è caratterizzato da qualcosa in particolare, e qui sconfiniamo non solo nella filosofia, ma anche in quella complicatissima materia che ne è una branca e che è fondamentale per chi si occupa di questo mondo, l'estetica.

Allora forse non sono un'esteta, nè una filosofa, perchè io invece questo stile contemporaneo lo vedo e lo riconosco e ne posso tracciare i segni distintivi, che si scostano dai grandi classici del design (che pure rimangono in voga) e che vanno verso una propria personalità individuale, pur strizzando l'occhio a minimalismo e anni '70.

Vedo praticità, funzionalità, alta tecnologia, tutte unite nell'unico obiettivo di rendere la vita frenetica ed esigente di oggi più vivibile e meno difficile; vedo materiali sempre più tecnici, sempre più facili da pulire e difficili da sporcare, materiali addirittura rigenerabili, materiali che confondono il concetto di verità assoluta e di illusione, un po' come nella caverna di Platone, perchè sono qualcosa ma in realtà imitano qualcos'altro e lo fanno così bene da non esserne distinguibili; vedo forme squadrate e decise, dialogare in modo affascinante con forme arrotondate, irregolari, fantasiose; vedo colori accesi e sobri convivere per effetti scenografici indiscutibili; vedo concretizzati concetti come componibilità, adattabilità, personalizzazione, trasformabilità, salvaspazio, indispensabili nella vita quotidiana propria del nostro tempo.

Vedo l'impronta creativa dell'arte di oggi, a volte priva di una comprensione istintuale e immediata, ma densa di significato; vedo la voglia di decorare, con eleganza e senza invadenza, perchè niente deve rimanere anonimo; vedo l'attenzione sempre più spiccata all'ambiente, le parole "ecologia", "green", "eco-friendly" che si fanno strada preponderanti in un vocabolario ormai smisurato; vedo rivoluzioni nei sistemi più invisibili e impensabili, ma indispensabili per la qualità della vita momentanea, penso a sistemi di apertura e di chiusura, a sistemi a scomparsa, sistemi di organizzazione interna; vedo la tendenza allo scintillio, al glossy, alle superfici lucide e specchiate a tutti costi, alla vanità sana, quella che ci fa essere fieri.

E penso che se questi non sono tratti distintivi, io non so più riconoscere cosa è definibile da cosa non lo è.

Il soggiorno Fly non è forse un esempio di linee inedite, di un'interpretazione particolare dello spazio, di uno stile che non può essere definito altro che contemporaneo, con le superfici lucide e un volto senza precedenti?



Il letto Sunset invece, progettato per stare al centro e rispondere così all'espressione di un gusto tipicamente odierno, con dotazione tecnologica e avvolto in futuristiche luci a led, potrebbe essere mai considerato un prodotto che copia una qualche altra tradizione?!?


E la cucina Samal, perfettamente integrabile nel più ampio living, come è consuetudine del vivere moderno, dalla forma dolcemente arrotondata e dai particolari scintillanti, non è forse un altro modello profondamente contemporaneo?



Questi sono solo alcuni degli innumerevoli e illustri esempi possibili; solo pochi esempi di un fenomeno impossibile da inglobare e da ridurre in alcune semplici parole, e proprio per questo riconducibile a un oggi che non appartiene e non apparterrà più a nessun ieri: lo stile contemporaneo.

mercoledì 16 giugno 2010

Ville d'epoca e Feng Shui

Benvenuti a tutti voi!

I semplici rimedi Feng Shui si integrano con qualunque stile.

In un contesto d'epoca di fine 800, completamemte ristrutturato, vi presento una piccola mansarda, nel verde della città di Varese, per una coppia amante dell'arte e delle filosofie orientali.
Moglie e marito appartengono entrambi all'Elemento "Legno".

Un progetto per armonizzare le energie del luogo con i suoi abitanti. La zona è coronata dai morbidi declivi dei monti che proteggono il versante Nord della splendida villa ottocentesca, per contro una magnifica vista a Sud, per la gioia del Feng Shui.

Le travi sono state sbiancate per rendere l'ambiente più leggero, meno opprimente, e anche più luminoso. La presenza di ampi lucernari, permette di avere chiarore e solarità, anche se l'energia entrante (Qi) è di minore portata, rispetto a quella di una normale finestra, in quanto i lucernari hanno una situazione di pendenza.


Secondo la Scuola della Forma, il divano è stato posizionato in modo tale che possa controllare l'entrata, avere una Tartaruga, ovvero una protezione alle spalle, in questo caso il muro, e una bella Fenice, quindi una piacevole vista.















Tale disposizione permette a colui che entra nel sito di percepire una sensazione di apertura, di accoglimento e ospitalità.
Il salotto è stato diviso da una libreria per poter ricavare un'eventuale cameretta o studio.

L'orditura del parquet è in diagonale per movimentare l'energia; in bagno è posizionato in orizzontale per bloccare l'energia, in quanto, tale sito risulta essere un luogo con grande dispersione energetica.
In camera, il parquet andrebbe posizionato in asse con il letto.
Inoltre la presenza di travi "disturba" il riposo, quindi è stato applicato un voile di lino, per alleggerire l'ambiente controllato dalla forza imponente delle travi.

Il "cuore della casa"
Il baricentro è il punto da cui si espande tutta l'energia della casa. E' stato illuminato da faretti a pavimento. I toni dell'oro e bianco aiutano a potenziare l'Elemento "Metallo" di qualità positiva.




















Per l'ingresso
Particolare cura in questo punto: attraverso la "mappa energetica", ottenuta con la lettura del "Lo Pan", la bussola geomantica, è stata rilevata l'energia "Terra" negativa, da neutralizzare con l'Elemento "Metallo" meglio statico, in quanto quello dinamico è più veloce, ma meno forte nel tempo. Pertanto sono state dipinte le pareti di bianco, impreziosite da uno stancil dalle forme semplici, ma necessariamente circolari, di color oro. Vasi dalla forma tonda di color oro e oggetti in metallo. L'orologio a pendolo è un correttivo dinamico.

La cura in salotto
In questo punto l'Elemento "Terra" risulta negativo: l'inserimento di oggetti e sculture in Metallo, così come i colori del bianco-oro-argento, potenziano l'Elemento di cura Metallo richiesto. Una tendina bianca alla finestra, impedisce un maggiore fluire del Qi negativo Terra entrante.

Cucina come sala pranzo
La cucina necessitando dell'Elemento "Fuoco" passivo, secondo la lettura del "Lo Pan", è stata tinteggiata di arancio, anche per dare un tono caldo all'arredo, che presenta una tinta verdemarino di tonalità fredda. Inoltre è stato abbinato un tavolo in legno con sedie in tessuto, rendendo l'ambiente elegante.




















Il pianerottolo
Questo punto energetico, attraverso l'analisi del Lo Pan, risulta problematico in quanto a rapporti interpersonali, creando conflittualità tra gli abitanti della casa. Come cura è stato posizionato un vaso di vetro con acqua e 4 bambù.

Il bagno
In bagno sono presenti punti energetici positivi, legati alla salute e al benessere. Si possono incrementare posizionando pietre e sassi, Elemento "Terra" in una ciotola di terracotta con della sabbia.

Cameretta-Studio
La libreria che suddivide la cameretta dal salotto, presenta un'angolazione tondeggiante. Tale forma, equivalente all'Elemento "Metallo", va a potenziare proprio tale Elemento, in tal caso di qualità positiva.

Vi ringrazio per la vostra gentile attenzione e come sempre vi aspetto numerosi al prossimo appuntamento che sarà a settembre. Nel frattempo colgo l'occasione per augurare buone vacanze a tutti!

A presto,
Cristina.

Per consulenze sul Feng Shui potete scrivere a blu.design@alice.it

sabato 12 giugno 2010

Il soggiorno moderno entra in cucina

E' una delle tendenze più in voga nelle case contemporanee: far entrare il soggiorno moderno in cucina. Come se fosse un ospite assai gradito, da trattare con la stessa convivialità di tutti gli altri. Perchè? Perchè l'open è l'ispirazione più forte del momento, perchè gli spazi aperti e compenetrati, dove le funzioni si confondono in un unicum non privo di praticità, sono la preferenza di architetti e proprietari.

La domanda chiave però mi tormenta: è il soggiorno a entrare in cucina o è la cucina a entrare in soggiorno? Non so rispondermi, perchè entrambi gli ambienti accolgono gli ospiti di riguardo; tuttavia c'è un elemento che mi fa pensare che il soggiorno prevalga sulla cucina, che la contamini e la plagi a sua immagine e somiglianza. Questo elemento è l'uniformità: è infatti il soggiorno, con le sue linee più essenziali e adattabili, che si presta di più a essere "copiato" dallo stile della cucina.

Di fatto è la cucina a trasformarsi un poco a favore del soggiorno, per integrarsi in una linea di pensiero comune e coerente, mentre il soggiorno moderno di fatto rimane sempre se stesso, dettando anzi le regole: è da lui infatti che prendono ispirazione le linee e i colori di tutto l'ambiente, diventato così un'unica realtà.

E' sostanzialmente la parete attrezzata a influenzare la cucina: parallelepipedi di varia grandezza, spesso lucidi per un effetto riflettente, dilatante e glossy (quelli che tempo fa avevo chiamato "blocchi macigi"), alternati a vuoti da riempire a giorno grazie a mensole e ripiani, dove si avvicendano spesso colori neutri come il bianco o il legno chiaro, a macchie di tonalità più accese e di carattere, che diffondono le stesse intenzioni appunto anche alla cucina.

I colori più gettonati per questo genere di compenetrazione sono sicuramente il rosso, il giallo e l'arancione, a cui seguono verde e lilla, le sfumature del momento. Così in una casa, che sia di grandi o di piccole dimensioni, un unico ambiente che comprenda cucina e soggiorno risolve problemi di spazio e di vivibilità: abbattere i muri aiuta sempre ad ampliare il respiro e lo sguardo, rendendoci più liberi.

Il soggiorno laccato Logo è ad esempio uno di quelli che potrebbe entrare in cucina senza ulteriori spiegazioni: la sua alternanza di pieni e di vuoti, l'utilizzo di materiali lucidi e la distribuzione di parallelepipedi facilmente emulabili dalla cucina, ne fanno assieme all'utilizzo del colore giallo unito al corda (o al bianco) un ospite ideale per l'angolo cottura.


Il soggiorno laccato Link è un altro possibile candidato: il rosso acceso molto utilizzato nella composizione potrebbe felicemente richiamare i pensili o le basi di una cucina moderna, probabilmente bicolore esattamente come la parete attrezzata; inoltre con le sue soluzioni trasformabili e ruotabili, Link si presta ad essere protagonista di due ambienti distinti ma uniti; infine lo dice anche il nome: Link è un collegamento, che porta il soggiorno direttamente in cucina.


Anche il soggiorno laccato Creative Side nasconde una missione nel suo nome: esso infatti si presta alla creatività, all'elaborazione di ambienti anche polifunzionali e anche ad angolo, come può essere il living composto da salotto e cucina. Inutile ribadire l'utilizzo di colori, materiali, pieni e vuoti che ben si prestano all'accostamento con un ipotetico angolo cottura.

lunedì 31 maggio 2010

Cucine moderne: i pro e i contro del bianco

Non è raro ormai ricorrere alla scelta del bianco puro, quasi assoluto, anche in cucina, soprattutto se si parla di cucine moderne. Pulito e luminoso, il bianco rimane la summa di tutti i colori e quindi, anche inconsciamente, è la tonalità a cui tendiamo tutti, perchè rappresenta filosoficamente parlando, la perfezione.

Se qualche decennio fa, il bianco era la sola scelta possibile e spesso era un bianco "sporco" o un derivato non proprio lucente, ora il bianco è tornato in voga come una vera e propria moda, imponendosi in ogni ambiente della casa e abbinandosi a qualunque altro colore (dato che li contiene tutti), nella sua veste più immacolata e linda.

Anche le cucine moderne di ultima generazione hanno visto un ritorno al bianco, prepotente e spiccato: con laminati, vetri lucidi, laccati lucidi oppure con laccati opachi, anche a poro aperto per lasciar intravedere le venature del legno. Ma soprattutto l'ultima tendenza al bianco in cucina va verso il glossy, cioè verso quella dimensione il più possibile lucente e brillante, che tutto accende e che risulta sfolgorante.

Una cucina contemporanea bianca lucida è una miriade di cose: innanzitutto è bella, e non chiedetemi di trovare un altro aggettivo, perchè è l'unico possibile; in secondo luogo è irriverente: sì, perchè il bianco non è un colore facile da mantenere, soprattutto in un ambiente come la cucina e costituisce dunque una specie di sfida per chi lo sceglie; inoltre è una superficie di specchi, in cui immergersi e riflettersi all'infinito; infine è un dialogo continuo con la luce, con cui gareggia e di cui assume una certa proprietà illuminante.

E questi erano i pro della cucina moderna bianca, a cui va ad aggiungersi appunto il fatto di rispondere alle tendenze più contemporanee, che in linea con il minimalismo, vogliono forme geometriche, ma anche pulite e quasi asettiche. Il bianco è perfetto per rivestire ambienti concepiti con questi presupposti.

Ma attenzione: il bianco, proprio perchè puro e bellissimo, ha i suoi contro, e come accennato, soprattutto in cucina. Il bianco infatti non è facile da tener pulito e specialmente se è lucido, mostrerà ditate e impronte. Inoltre, un altro difetto corre di pari passo con uno dei suoi pregi: il bianco in cucina può trasmettere una sensazione "asettica", dove l'ordine e la pulizia sono d'obbligo, ma dove la sensazione di freddezza potrebbe smorzare il respiro.

Le soluzioni ai contro del bianco in cucina? Sono semplici: la prima è di solito insita nei materiali di ultima generazione, sempre più difficili da sporcare e sempre più facili da pulire, anche se bianchi; in ogni caso la zona che in cucina è più soggetta a macchie e maltrattamenti è il piano di lavoro, quindi il segreto sta nello scegliere quest'ultimo in un altro colore o in un altro materiale, come accade per questo modello della cucina in vetro dogato S71.


La seconda soluzione possibile, quella adatta a ovattare la sensazione di freddezza ed eccessiva asetticità, è quella di abbinare il bianco prevalente a dettagli di altri colori: stoviglie, accessori, tessili possono essere scelti in qualunque altra tonalità dell'arcobaleno e rirestituire così una vita palpitante alla cucina, proprio perchè il bianco si presta agli abbinamenti, facendo risaltare tutti i contrasti. Bianco e rosso, bianco e giallo, bianco e lilla, l'intramontabile "bianco e nero", sono tutte accoppiate vincenti, da provare e da realizzare soltanto con la fantasia.

Pensate alla cucina Quadra, perfetta, avvolgente, profondamente moderna e resa ancora più preziosa dalla disposizione delle luci e dalle forme particolari delle ante o delle cappe abbinate,; pensatela con qualche particolare in nero oppure in un tenue lilla rilassante: il risultato sarebbe stupefacente.


Anche alcuni elementi propri del corpo della cucina possono essere scelti in qualche colore a contrasto, dando a tutto il risultato un volto completamente nuovo e meno formale, come accade in questo modello della cucina Dream.

martedì 25 maggio 2010

Comodini moderni: perchè tre al posto di due?

Una tendenza spiccatamente moderna vede in diversi casi le camere da letto arredate con tre comodini al posto di due. No, non stiamo parlando di una specie di promozione tipo prendi 2 paghi 3, ma di una scelta ragionata, che tende a prediligere il numero perfetto a fronte del dualismo che regna nella camera da letto matrimoniale per definizione.

Tre comodini dunque e i due lati del letto a disposizione non sono più gli stessi, appaiono disequilibrati e non esprimono più la stesso sentimento di uguaglianza. Perchè? E perchè proprio l'arredamento moderno si presta a un'interpretazione simile?



La seconda risposta è la più semplice, perchè è insita nella parola "moderno", quell'aggettivo che dà modo alle cose di rompere gli schemi precostituiti e di inventarne di nuovi, di trovare soluzioni inedite e di osare con qualcosa di diverso.

La prima risposta invece è da cercare innanzitutto nello spazio, quel non-luogo che diventa luogo solo quando gli si dà un nome e una funzione, spazio da plasmare assolutamente secondo i propri gusti: in questo caso di spazio ce ne deve essere in abbondanza, perchè due comodini accostati non sono propriamente invisibili; e poi due comodini di spazio ne creano a loro volta in quantità, spazio per appoggiare, per inserire, per contenere.


E poi ci sono le esigenze. Per loro, si trova il coraggio di rompere le tradizioni. In questo caso è evidente che due comodini risolverebbero esigenze proprio di spazio, e va da sè che probabilmente chi ne trarrebbe maggiore giovamento sarebbe la donna della coppia.

Mi basta osservare l'esempio che ho sotto gli occhi tutti i giorni: il mio comodino minaccia di rompere gli argini e straripare, sia nei cassetti che sul piano d'appoggio. Il suo ha soltanto tre oggetti: la lampada, un libro e un segnalibro, che peraltro non occupa nessuno spazio aggiuntivo. Ah, quasi scordavo: prima di dormire, si aggiungono anche gli occhiali. In pratica: un comodino quasi "sprecato".

Ma cosa potrebbe esserci di tanto ingombrante e numeroso da giustificare la presenza di due comodini? Cosa può farci sentire rassicurate, coccolate, protette vicino a noi la notte, tanto da spingerci a progettare e utilizzare due comodini anzichè uno? Le risposte possono essere tantissime, e impossibili da elencare, proprio perchè altamente variabili. Potrebbero andare dai libri e dalle riviste (per accompagnare eventuali notti insonni), alle medicine per qualunque evenienza, a una scorta di cibo secco per attacchi gastritici notturni, ai peluches di quando eravamo bambine.

La chiave è proprio qui: avere a portata di mano tutto ciò che ci tranquillizza; perchè noi donne, di notte, cerchiamo protezione e sicurezza. E sentire vicine le cose che ci trasmettono queste sensazioni, ci aiuta a dormire meglio.

Questa è l'idea che io mi sono fatta. Ma si potrebbe fare anche un discorso puramente estetico: il disequilibrio apparente, crea un'armonia talvolta anche dissonante, che però risulta assolutamente piacevole. Avete presente alcune opere di Puccini (una su tutte, Suor Angelica) o di Alfano, solo per citare un paio di esempi? Dissonanze allo stato puro, apparenti disequilibri, che scatenano una forza emotiva così travolgente da far venire le lacrime.

A volte la spiegazione è tutta lì, in quell'unica nota "dissonante" che è capace di smuovere le montagne. Va da sè che tre comodini al posto di due, possono dare ragione di questa dissonanza, perchè regalano allo spazio quel non so che di inaspettato e gradevole. Che siano poi tutti uguali, oppure tutti differenti: una volta dato inizio alla dissonanza, essa si può espandere, creando "progressioni musicali" che trovano risoluzione solo in un finale posticipato. Così due comodini uguali e uno diverso, oppure tutti e tre differenti fra loro creano progressioni dissonanti e piacevoli. Anche questa è armonia.

Due comodini Cap differenti e accostati, ad esempio, a un lato e un terzo all'altro capo del letto ancora diverso, sarebbero sicuramente piacevoli.



Anche tre comodini Club, differenti o medesimi, si presterebbero senza dubbio alcuno a questo gioco di armonie e dissonanze.



mercoledì 12 maggio 2010

L'arredo in giardino e il Feng Shui

Il nostro incontro di oggi sarà dedicato al verde e alle zone outdoor.

Anche il nostro giardino può rappresentare un luogo di benessere e armonia, in assoluta sintonia con le leggi del cosmo.
Come ben sapete, le forze dominanti a cui il Feng Shui fa riferimento sono lo Yin e lo Yang, i due opposti che si attragono, quindi anche pensando alla nostra oasi verde, parliamo di forme vuote che si alternano a forme piene, linee dolci contrapposte a linee severe.

Vogliamo partire dalla forma del vostro garden? Ordine e armonia sono necessari. Le misure disarmoniche sono considerate negative.
Ma come potete riequilibrare dunque gli spazi?
Siepi, cespugli o alberi, lampioni, faranno al caso vostro; vi permetteranno di ridisegnare il perimetro e ricreare spazi quadrati, rendendoli piacevolmente visibili.
Se la forma del vostro terreno è triangolare, bilanciatela con cespugli e siepi. Nasconderete gli angoli più diretti, ottenendo così la regolarità energetica della forma.




















L' appezzamento è troppo esteso in lunghezza? La luce di un lampione vi aiuterà a ridimensionare la prospettiva, oppure potrebbe essere utile aggiungere siepi che riducano l'eccessiva profondità.

Il vialetto che percorre il giardino e conduce alla porta d'ingresso potrà assumere forme morbide e sinuose, permettendo al Ch'i un passaggio dolce, e quindi di fluttuare delicatamente e cosicchè la negatività non abbia una corsia preferenziale.




















Se il vostro giardino fosse esposto ad una zona particolarmente trafficata, per riparare l'entrata da indiscrezioni ed avere più intimità, fate una semplice e piccola barriera dopo il cancello, evitando però alberi imponenti che appunto potrebbero impedire il flusso di energia.

Le piante sono considerate simbolo di forza e vitalità, sono ornamentali sia in casa che fuori. Se ben curate, oltre a donarci ossigeno, ci regalano positività e creano Ch'i nutritivo.
In giardino ci proteggono dallo smog, dai rumori e dal traffico, mantenendo un distacco con il Ch'i negativo.
Le piante vanno eliminate o ridimensionate solo se coprono la luce e impediscono il fluire del Ch'i positivo; è importante che non siano imponenti, soprattutto di fronte all'abitazione.

Ma quali piante prediligere? Il bambù è particolarmente apprezzato in Cina e nell'arte del Feng Shui: è considerato infatti benefico, portatore di fortuna e elisir di lunga vita. Ha la caratteristica di avere poco fogliame, quindi di non creare zone d'ombra. Da escludere le piante spinose, (eccetto le rose e poche altre utilizzate in medicina). Possono apportare squilibri; pertanto è meglio posizionarle lontano dall'abitazione.
Il salice risulta essere un'altra pianta molto apprezzata in Cina, così come gli alberi da frutto: il pesco e il susino, l'orchidea, il pino il crisantemo, il loto, il melograno. Il pino ebbe nell'antica Cina, una valenza fondamentale, nel taoismo, simboleggiava la longevità, in quanto resistente alle avversità.

Secondo la già citata Scuola della Forma, il Nord rappresenta la zona da cui proteggersi, mentre al Sud, caldo e soleggiato è opportuno avere grandi aperture, come finestre e un'ampia ariosa visuale. Il Nord sarà protetto da siepi o da una serie di alberi, come i pini.
Però bisogna affidarsi anche al buon senso e alla soggettività delle situazioni; se la vostra abitazione avesse una meravigliosa visuale a Nord, quest'ultimo diventerebbe in un certo senso il vostro Sud!
A Ovest, ampio spazio a cespugli, arbusti e olmi.
I fiori e le piante ornamentali daranno un tocco di colore e allegria al Sud. All' Est dedicate alberi da frutto, i già citati pesco e prunus e i salici. Il pesco è legato all'inizio dell'anno ed è di buon auspicio.




















Per impreziosire il garden e renderlo armonico, seguendo sempre il concetto di Yin e Yang, inserite pietre. L'acqua è elemento essenziale, simbolo di vita e ricchezza. Quindi fantasia con le fontane, impreziosite magari dall'aggiunta di qualche pesce, considerato di buon auspicio, soprattutto nelle zone dove si svolgono affari. Favoriscono l'incremento di denaro e preservano dal Ch'i negativo.
Per la disposizione affidatevi ad un esperto del settore che saprà aiutarvi anche nella collocazione di tavoli, panchine, sedute, lanterne e quant'altro di utile per apprezzare la bellezza e i benefici del verde in assolutà tranquillità.

Seguendo i giusti accorgimenti, avrete un giardino ricco di sensazioni, di profumi e colori, in armonia con gli abitanti, con la casa, con il cosmo.
Il vostro giardino sarà un'oasi rigeneratrice!

I nostri incontri legati a spiegazioni teoriche sono giunti al termine e lasceranno spazio alla presentazione pratica di progetti da me realizzati e i rimedi suggeriti dalla mappa energetica, per migliorare lo stile di vita.
Come supporto, ho creato un piccolo "angolo" riservato a tutti coloro a cui interessa approfondire la conoscenza o per semplice curiosità.
Nel mese di maggio e quelli a seguire, fino alla fine di luglio, ogni lunedì dalle 11.00 alle 12.00 sarò a Vostra disposizione per qualsiasi chiarimento o per semplici informazioni, telefondo al 338•846 5957


Ringraziandovi per la fiducia e l'assidua partecipazione, auguro salute e benessere a tutti Voi!

Vi aspetto!
Cristina

lunedì 10 maggio 2010

Le cucine moderne incontrano la moda: ecco la "kitchen couture"

Le cucine moderne vanno sempre più in una direzione ben riconoscibile e tangibile, da qualunque parte l'occhio si posi nel vasto panorama offerto dalle aziende produttrici, una direzione che ha assunto un curioso binomio bilingue come nome e un'inevitabile quanto piacevole spettacolarizzazione di se stessa come caratteristica peculiare, riassumibile da un altro binomio: estetica e funzionalità.

Si chiama "kitchen couture" e unisce due anime differenti, sia nella lingua, sia nel nome, sia nelle peculiarità, in un'unica realtà fluida, uniformante ed entusiasmante. "Kitchen" la Cucina nell'ormai linguaggio universale, l'inglese, e "Couture", tutto ciò che è Moda, tutto ciò che è bellezza presunta ma anche reale e sfacciata, e che detta le regole in questo mondo ormai quasi saturo di originalità.

Kitchen couture è tutto ciò che può unire praticità, funzionalità, comodità, tecnologia avanzata, parole necessariamente proprie di un ambiente così complesso come la cucina, alla cura dei dettagli estetici, alla celebrazione del bello, alla ricerca di risultati di classe, dove l'eleganza sia perfettamente riconoscibile da chiunque la guardi.

Kitchen couture significa quindi tante cose, tutte assolutamente al passo con le abitudini del vivere moderno e della casa contemporanea: kitchen couture è la cucina che si amalgama senza soluzione di continuità con il living, creando un tutt'uno dove non si riescono più a distinguere le parti; kitchen couture è glossy, cioè risponde a quella tendenza squisitamente e prettamente odierna, della ricerca del lucido a tutti i costi; kitchen couture è colori di tendenza, luci sofisticate, forme minimali, ma anche decorazioni ricercate, che non risultino però indiscrete.

E se da una parte ci sono cucine che ormai vengono concepite con l'esplicita intenzione di appartenere a questa categoria, cioè che nascono con la kitchen couture nel nome e nell'anima (come alcuni modelli nuovi presentati a Eurocucina 2010), ci sono cucine che forse inconsapevolmente sono entrate a pieno titolo nella serie, ancora prima che a questa venisse coniato un nome su misura.

Solo qualche esempio. La cucina Yara esprime in tanti modi la kitchen couture che la caratterizza: colori di tendenza, ricerca del glossy grazie alla presenza del vetro, assoluta compenetrazione con l'ambiente living, grazie ai moduli bassi e alla conformazione a penisola, decorazioni ricercate nella naturale trama del legno, finiture lucide grazie a materiali come l'acciaio.



La cucina Venus, disponibile in diversi modelli, mostra in questa versione tutta la sua potenzialità di espressione "kitchen couture": colori e superfici assolutamente lucide, esaltate dalla presenza di luci a led sofisticate e d'effetto, forme ricercate e spettacolarizzate in questo caso dalla corrispondenza tra il piano di lavoro e la mastodontica, bellissima cappa.



La cucina Sfera si distingue per le forme e i colori minimali, perfettamente adattabili alla zona giorno open, e impreziositi da dettagli come l'illuminazione a led e le decorazioni raffinate dei pensili.