martedì 17 maggio 2011

Villette a schiera e il Feng Shui

Ecco le "protagoniste" del nostro consueto incontro dedicato al Feng Shui: due villette situate nel piccolo paesino lacustre di Porto Ceresio, al confine con la Svizzera.




















Come potete notare, intervengo in molteplici tipologie di contesti abitativi, dal vecchio, per ristrutturare e rivalutare strutture d'epoca, "rigenerandole" energeticamente, al nuovo per valorizzare e rendere positivi fin da subito i vostri siti.

Le case godono di una splendida "Fenice", ovvero una meravigliosa vista, in questo particolare caso, il suggestivo lago di Lugano.

Appartengono entrambe ad una coppia amante dell'arte e del design moderno. Il marito improntato verso linee tendenzialmente lineari ed essenziali, con tendenza alla rigidità, la moglie, con un'impronta più morbida. Qualche pezzo antico non guasta per ammorbidire gli ambienti.
Un contesto sarà adibito ad abitazione, l'altro a sala ricreativa per le figlie.


Ai cancelli sono stati posizionati i "guardiani", in questo caso rappresentati da due pinetti dalla forma irregolare, decorativi e con invito ad entrare.

Le casette sono unite da una splendida terrazza con bersò in legno che verrà ramificato dal gelsomino. Da qui uno splendido scenario lacustre, valorizzerà l'intero contesto.

Le unità sono strutturate su tre piani. Considerate però che la casa Feng Shui ideale consigliata sarebbe disposta su due livelli.
Rispettiamo sempre la Scuola della Forma e arrediamo i nostri due contesti abitativi.
Il piano terra è stato trasformato in un'ampia entrata, una zona d'accoglienza, arredata sempre con estrema essenzialità, ma con eleganza. L'ingresso è a Nord, quindi appartenente all'Elemento Acqua
.
Gli abitanti appartengono agli Elementi Terra e Legno. Ricordate le lezioni precedenti: è la casa che dovrebbe donare energia agli abitanti e non viceversa, in questo caso la moglie, appartenente all'Elemento Legno sarà compatibile con la propria abitazione, in quanto l'Acqua dà nutrimento al Legno, mentre, per il marito appartenente all' Elemento Terra, necessitano rimedi. La Terra ha potere sull'Acqua indebolendola. In tal caso è opportuno intervenire, aggiungendo Elementi Metallo e Acqua, così daremo più corpo ed energia alla casa. Per es: Vasi in vetro, contenitori in metallo.

Come ormai sapete ogni luogo è come se fosse animato da una sua forza vitale. Pertanto in presenza di energie carenti o in eccesso, provocando scompensi che si ripercuotono sul benessere psicofisico, è bene intervenire, riequilibrando il Chi.
Come vi ho accennato sono strutture a tre livelli, l'ultimo è costituito da mansarda, per cui vi è la presenza di lucernari, devo dire piuttosto ampi, che permettono di donare chiarore e solarità, anche se ricordate che il Ch'i entrante è di minore portata, rispetto a quella entrante da una classica apertura, in quanto i lucernari hanno una situazione di pendenza.

Bella e d'effetto la presenza di travi, però tendono a rendere l'ambiente un po' "pesante", e a volte opprimente. Il suggerimento è sempre quello di non "sostare" e soprattutto non riposare sotto le travi. Pertanto ho fatto appendere a queste ultime un drappo disposto in ampie pieghe che ricadono con naturalezza, creando così una specie di zanzariera, che permetterà di evitare il "contatto" con le travi. Se l'altezza lo avesse permesso, avrei suggerito anche il letto a baldacchino. Questa è un'idea per gli amanti del genere.

Letti a baldacchino: Arredamenti Diotti
















Sulle scale che accompagnano ai piani superiori, ho consigliato di posizionare, a metà della risalita, una supellettile, in questo caso un bel vaso in vetro per rallentare il Chi e quindi evitare un flusso di risalita, troppo violento. Al primo piano è stata creata l'ampia zona giorno. La presenza del camino, dalla struttura molto moderna, arreda gran parte del locale, donando calore.

Però è necessario alleggerire la sua imponenza con poche supellettili e dare qualche tono caldo di contrasto, come il giallino ai muri, per smorzare i toni freddi e rigidi della struttura.
Il parquet domina la pavimentazione ed è un buon connubio con la presenza del camino: Legno e Fuoco sono due Elementi continuativi, che quindi rispettano il ciclo generativo. Però questo particolare settore, secondo uno dei metodi della Scuola del Compasso, è da neutralizzare. Quindi è bene apportare le dovute cure. Ho utilizzato Gli Elementi Acqua e Legno. Una cura specifica che è rappresentata da un bel vaso in vetro con acqua e l'aggiunta di 4 bambù.

















I colori delle pareti che fanno da cornice al camino sono
l'azzurro spugnato, il bianco e il giallino.

Secondo la Scuola dei Quattro Animali, il divano è stato posizionato in modo tale che possa controllare l'entrata ed avere una Tartaruga, ovvero una protezione alle spalle, quindi il muro, e una bella Fenice, dunque una piacevole " visuale. Tale disposizione permette a colui che entra in salotto di percepire una sensazione di apertura, di accoglimento e ospitalità. La sala da pranzo si affaccia su una magnifica ed ampia terrazza.

Come sempre è bene scegliere i colori adatti per avere una casa luminosa e in armonia con i propri abitanti, rispettando anche il loro Ming Gua. Luminosità in salotto, rappresentata da un giallino molto delicato, spugnato, in alternanza a pareti bianche e "sfumature" in oro.

Nei bagni sono presenti i sanitari sospesi, belli esteticamente e che permettono di "alleggerire" notevolmente gli spazi.


In alcune camere rispettiamo i toni riposanti dell'azzurro in sintonia con gli Elementi degli abitanti e un tono caldo, un giallino, in un'altra, per attivare il Ming Gua di Liliana, una delle figlie, e anche un settore, secondo la Scuola del Compasso, che necessita della presenza dell'Elemento Terra.

Carissimi, un caro saluto a tutti e un ringraziamento particolare a tutti coloro che hanno partecipato ai primi due incontri del corso di approfondimento Feng Shui. Dato il successo riscontrato, dopo la pausa estiva, riprenderemo i nostri corsi a ottobre, con svolgimento in prevalenza a Milano e a Prato. L'ultimo incontro si svolgerà a Rimini il 18-19 giugno.

Benessere e serenità a tutti.

Cristina.

Per info: blu.design@alice.it

sabato 14 maggio 2011

Una poltrona per due

Una poltrona per due: no, non sto pensando al film e non voglio parlare nemmeno di una sola poltrona, ma il titolo mi sembrava divertente. In realtà oggi ho voglia di parlare di un rifugio per due, un posto dove siano protagoniste le poltrone. Ed ecco spiegato il legame con il film, o almeno, con il suo titolo.

Il luogo che ho in mente è un piccolo angolo della casa, da ricavare nello studio, nel salotto, in cucina, anche nell’ingresso se è abbastanza spazioso; un angolo confortevole, non necessariamente illuminato dalla luce naturale, ma intimo e raccolto quanto basta.

In questo angolo, io troverei rifugio tutte le volte che dovessi sentirmi in disaccordo con il mondo, tutte le volte che dovessi percepire tristezza, delusione, paura. Per sentirmi al sicuro, al riparo; ma non da sola: con un’altra persona, una soltanto, quella che in quel momento reputo la più importante, la più adatta. Perché se si è in due in certi momenti, la sensazione di sentirsi davvero “a casa” è sicuramente più forte.

Dunque in questo angolo, perché sia l’emblema di ciò che considero accogliente e caloroso, sistemerei due poltrone, non proprio una di fronte all’altra, ma affiancate e leggermente inclinate a guardarsi, in modo che i due occupanti possano stare vicini, ma senza imporre necessariamente discorsi, parole, sguardi; che a volte non servono. Ma senza nemmeno impedirli, perché invece a volte servono eccome.

E poi sistemerei due lampade da terra, una per poltrona, per illuminare indipendentemente lo spazio privato (ma condiviso) di ognuno. Successivamente passerei a sistemare un piccolo tavolino rotondo tra le due poltrone, per appoggiare libri, riviste, qualche bicchiere da sorseggiare; e infine coronerei il tutto con un pouf morbido, davanti alle poltrone, ma in mezzo a loro, tutto da condividere allungando le gambe insieme.

Naturalmente un bel tappeto dovrebbe delimitare la zona, creando un confine valicabile soltanto da chi decido in quel momento. Una zona di relax, di piacere, di conforto.

Basterebbero due poltrone come le Antares: grandi, accoglienti al punto giusto, morbide; un invito ad abbandonarsi e a lasciare tutto il resto fuori da quel perimetro, disegnato con un tappeto.


Anche due poltrone Lucky potrebbero costituire il contesto ideale: la loro particolare forma asimmetrica infatti potrebbe simboleggiare significativamente la chiusura verso una parte del mondo, ma l’apertura verso un’altra, che in quel momento potrebbe essere la persona scelta per accompagnare un particolare momento; inoltre il poggiapiedi della stessa serie, sarebbe perfetto per sostituire quell’ipotetico pouf del mio sogno.


Ma a voler eliminare il pouf e avendo a disposizione uno spazio un po’ più grande, due chaise longue come le Casanova sarebbero perfette: comode, ergonomiche, adatte già dal colpo d’occhio ad accogliere e a proteggere. In tutte le accezioni dei termini.


giovedì 5 maggio 2011

Divani moderni e configurazioni inedite

I divani dell'era contemporanea possono ormai calarsi in ogni situazione, permettendo una personalizzazione che pur passando attraverso la serialità, rende unico ogni singolo ambiente, riducendo al minimo qualunque rischio di appiattimento su un modello uniformante.

La moderna concezione dello spazio domestico passa attraverso esigenze di metratura, necessità funzionali e pretese di gusto: in pratica in pochi metri quadri devono convivere arredi esteticamente piacevoli e assolutamente pratici, perchè la voglia del bello e il bisogno imprescindibile di oggetti performanti in questa vita accorciata nel tempo e nello spazio, vanno ormai di pari passo.

Così può capitare che gli spazi moderni, per quanto concepiti sotto un'altra luce rispetto al passato, creino delle situazioni in realtà difficili da risolvere, talvolta stravaganti, dove la metratura necessita di configurazioni particolari, sicuramente nuove, inedite e uniche nel loro genere.

Perchè se lo spazio è poco, va sfruttato in ogni suo angolo disponibile e quindi può succedere di trovarsi di fronte a dilemmi insolubili se a disposizione ci sono soltanto elementi in qualche modo "classici", con forme tradizionali e poco inclini ad essere "customizzabili".

In un salone ad esempio, un salone moderno, è possibile che lo spazio a disposizione non sia esageratamente elevato e che debba essere condiviso con altre zone funzionali, con destinazioni d'uso differenti, ma sempre appartenenti a una concezione moderna tanto cara all'open: il salotto infatti può convivere con cucine, zone pranzo, angoli studio e a volte solo la fantasia limita questo genere di contaminazioni, ormai è risaputo.

Dunque, per creare un angolo conversazione o relax in piena regola, è necessario disporre di arredi altamente configurabili e personalizzabili, arredi anche lontani dagli schemi convenzionali e tradizionali, in grado di piegarsi alle singole esigenze di chi li sceglie. Perchè devono essere i mobili a sottostare alle nostre richieste e non il contrario: nell'era moderna, questa è una delle grandi conquiste in ambito domestico! Quindi occorre approfittarne e andare alla ricerca delle soluzioni più adatte alle proprie particolarissime esigenze, anche quando il problema che avete di fronte sembra all'apparenza insormontabile. La risoluzione da qualche parte c'è.

Nel caso specifico di un salotto da arredare con uno spazio a disposizione singolare, magari da riconfigurare nel tempo più volte, è bene andare alla ricerca di divani che si prestino allo scopo, divani moderni, giovani, ma anche belli e soprattutto funzionali, cioè comodi e altamente personalizzabili.

Non dovrete però darvi così tanta pena per cercare arredi con simili caratteristiche: ad esempio il divano Bryan offre la possibilità di essere configurato proprio in modi del tutto inediti, con tante sedute in senso lineare, con chaise longue abbinate ad angoli, con angolazioni inclinate a gradi intermedi.




Anche il divano Planet si presta a diverse configurazioni, con pouff che prolungano, angoli da creare anche da soli e la possibilità di regolare ogni singola seduta e ogni singolo cuscino nella maniera che più risulta congeniale a chi la utilizza.


Con soluzioni come il divano Messico poi, anche una configurazione a centro stanza può diventare funzionale a uno spazio non troppo esteso, permettendo di creare forme diverse con l'unione di più elementi e di dar vita, grazie alla forma curva, ad angoli perfetti per la conversazione, oltre che per il relax.

mercoledì 20 aprile 2011

Soggiorni moderni in legno: suggestione ed eleganza tra passato e presente

La primavera è arrivata e la voglia di rinnovare casa preme: se volete dunque cambiare la parete attrezzata del vostro soggiorno, ma non riuscite a scegliere tra uno stile più classico e uno più moderno, potete sempre optare per un materiale che imperversa in entrambe le situazioni: il legno.

Quando ero giovane e inesperta, e lo stile moderno mi attirava come una calamita (ancora oggi è così, ma ho imparato a moderare i miei slanci!), pensavo che il legno fosse un materiale da cui fuggire, perchè sintomo esclusivo di uno stile classico e tradizionale, che non rientrava affatto nei miei canoni di vivibilità domestica.

Crescendo e occupandomi in particolar modo di casa e di arredamento, ho capito una cosa fondamentale: dal legno non si può prescindere; che lo stile scelto sia moderno oppure classico. Il legno ci sarà sempre, magari nascosto nell'anima degli arredi, magari solo in qualche particolare o rivestimento, ma non potrà mai assentarsi del tutto da una casa. A meno che non la si voglia arredare su Marte in un ipotetico 3000 d.C.

E poi ho imparato che il legno ha già di per sè un'anima, che evoca sensazioni importanti, talvolta ataviche, comunque irrinunciabili, che trasmette solidità, fiducia, voglia di natura. E che unisce tutti gli stili: dal (tanto temuto nei miei anni di gioventù) classico, al moderno, dal minimale all'orientale, fino ad arrivare anche a uno stile contemporaneo.

Perchè il legno si presta a combinazioni anche inedite, con materiali ben più hi-tech e poco naturali, e con colori anche sgargianti. Così i richiami a un passato in cui il legno era protagonista incontrastato, si accostano e si amalgamano con un presente propositivo, dispiegandosi in alternative sempre nuove, sempre attuali, ma anche in qualche modo rese intramontabili proprio dalla presenza di questo materiale naturale.

Così un soggiorno moderno in legno darà il giusto equilibrio visivo a chi esige di non perdere i richiami a un certo passato, ma che non disdegna nemmeno le comodità e le linee del presente: legno solitario o legno abbinato ad altri rivestimenti, legno naturale oppure colorato. La parete attrezzata del soggiorno potrà così sposarsi facilmente con divani in tessuto, divani in pelle, con modelli più tradizionali e modelli più contemporanei, senza mai rischiare di essere invadente o inadeguata.

Se infatti è il legno a dare quel calore che ci ricorda tanto le case di una volta, saranno le linee, le soluzioni di contenimento pratiche e funzionali, i colori e i materiali più moderni, a darci l'impressione di trovarci nella giusta congiunzione spazio-temporale, e di non essere saliti sulla macchina del tempo di Doc.

Il soggiorno 302 in ciliegio, ad esempio, è un modello che richiama prepotentemente il calore del legno e delle case di un tempo, ma nello stesso tempo si tratta di una parete attrezzata in grado di riportarci subito nel presente con le sue linee moderne, la sua praticità, le sue ante in vetro satinato.



Il soggiorno Link in noce e laccato rappresenta invece la perfetta sintesi tra passato e presente, visibile al primo colpo d'occhio: i pensili decisamente contemporanei, si affiancano infatti a un legno caldo ed evocativo nelle basi, che tuttavia mantengono nelle linee un gusto attuale.



Il soggiorno Day in rovere tinto wengè e laccato bianco lucido offre un piacevolissimo contrasto non solo cromatico, ma anche emozionale: il legno qui è anche funzionale come rivestimento per la comoda boiserie, e richiama fortemente una dimensione naturale, allo stesso tempo riconoscibile ed esotica; il laccato bianco lucido invece, con le sue superfici riflettenti, ricorda molto le tendenze odierne orientate verso l'amplificazione visiva di spazio e luce.


sabato 16 aprile 2011

Camerette a soppalco: salvare lo spazio con stile

Le camerette per bambini e ragazzi sono ambienti che devono assolvere a tantissime funzioni e nello stesso tempo devono rimanere contenute in spazi spesso ridotti. Dormire, giocare, studiare, ospitare gli amichetti: tutte queste destinazioni d'uso devono rimanere concentrate in pochi metri, magari da divedere anche per due.

La cameretta si chiama così proprio per due motivi: il primo riguarda l'età dei suoi destinatari, il secondo riguarda appunto la metratura che solitamente le si dedica, più ridotta rispetto a quella di una camera per adulti. Questo perchè non tutti si possono permettere grandi case con ambienti sempre ampi.

Così capita spesso che due bambini debbano convivere nella stessa cameretta e creare il giusto spazio per entrambi, per le loro attività e per la loro privacy, non è così semplice. Almeno non senza soluzioni pensate appositamente per risolvere problemi di questo genere.

Le camerette a soppalco sono ambienti destinati appunto a ragazzi e bambini, che sfruttano intelligentemente lo spazio verticale anzichè quello orizzontale: così da una metratura ridotta si possono ricavare comunque stanze a più funzioni, sfruttando il soffitto comunque non meno alto di tre metri (a meno che non si stia parlando di una mansarda, dove le camerette a soppalco non potrebbero trovare collocazione).

Così grazie alla presenza di soppalchi, si riescono a combinare nello stesso spazio letti e scrivanie, secondi letti e spazio per giocare, armadi e soluzioni di storage; il tutto cercando di mantenere anche una certa privacy per ciascuno dei due eventuali abitanti della cameretta.

La cameretta a soppalco Smile ad esempio è adatta alla convivenza di due bambini, uno più grande e già impegnato a studiare, e uno più piccolo, che può salire nel suo spazietto per dormire e riposarsi come in un rifugio.



Perfetta invece per un ragazzo con tanti ospiti è la cameretta scorrevole Young, che sfrutta il soppalco e intelligenti binari per cambiare la configurazione degli elementi a seconda delle esigenze. Così due letti e una scrivania ampia si alternano seguendo le esigenze.



Ideale di nuovo per due, la cameretta a soppalco Sirius, che sotto al secondo letto integra un armadio e una scrivania scorrevole posta sulla cassettiera.



Bellissima per un figlio unico invece la cameretta a soppalco Seipersei: il soppalco ospita in questo caso la scrivania e gli scaffali, mentre sotto al piano rialzato sono ospitati il letto principale e il lettino per gli ospiti, che con un sistema a scorrimento scompaiono quando non servono.


giovedì 14 aprile 2011

Divani in coppia: perchè sceglierne due per un angolo

Quando si deve arredare un salotto e inevitabilmente ci si ritrova a dover "riempire" un angolo (che sia fra due pareti o a centro stanza), potrebbe presentarsi un dilemma: meglio un divano angolare, un divano con penisola oppure due divani? Si tratta in tutti i casi di scelte piacevoli e funzionali, ma ognuna con pro e contro.

La scelta del doppio divano dimostra un carattere molto deciso e spiccatamente moderno: l'idea trasmessa da due divani disposti ad angolo è quella di una zona in perfetto stile conversazione, un angolo dove le persone possono essere avvicinate, messe l'una di fronte all'altra, ma sempre con le dovute distanze.

Per questo l'aspetto di due divani sistemati ad angolo è quello di un luogo più formale, ma anche accogliente e con diversi vantaggi: i divani possono avere caratteristiche diverse, ad esempio riguardo alle dimensioni (uno può essere a due posti e l'altro a tre posti), e possono essere facilmente spostati e quindi riconfigurati per creare nuovi layout e nuove disposizioni.

Ad esempio la zona conversazione può subire nel tempo delle modifiche spaziali e riconfigurarsi con una disposizione parallela, che vede i due divani posti uno di fronte all'altro, con un appeal ancora più formale, ma sicuramente di grande impatto visivo. Oppure uno dei due divani potrebbe sempre cambiare stanza.

Finchè rimangono nella disposizione ad angolo, i due elementi ottengono tuttavia lo stesso effetto pratico di un divano angolare, ma con un'eleganza diversa. Anche perchè l'angolo in se stesso, quella porzione di spazio tra un divano e l'altro, può essere attrezzato con altri elementi estremamente funzionali, come un tavolino che funge da comodo ripiano d'appoggio, o come una lampada da lettura strategicamente posizionata e utilizzabile da tutti gli occupanti.

Così la zona immediatamente davanti ai divani, quella che solitamente ospita il tavolino da salotto, può rimanere libera, arredata in modo minimale con un solo tappeto importante, oppure arricchita dalla presenza di qualche oggetto scultoreo e/o artistico. Questo per dare allo spazio un senso di purezza formale, di stile profondamente elegante, di impronta moderna perfetta da declinare in ambienti come open space o loft, oppure in zone della casa che anelano ad assomigliare a luoghi come quelli appena nominati.

Perfetti per descrivere visivamente tale situazione sarebbero i divani Hoffman, di gusto contemporaneo e inseribili in un contesto estremamente elegante.



Molto raffinati e perfetti per una disposizione ad angolo i divani Klaus, provvisti anche di un comodissimo meccanismo di regolazione sincronizzato, per rendere più accoglienti schienali e sedute.



Per un tocco decisamente molto "loftiano", ispirato a grandi ambienti caratterizzati anche da stili un po' ibridi, i divani Freeman in pelle sono ideali.



Per un gusto invece più classico, già a partire dal nome, senza rinunciare alla disposizione moderna e funzionale, i divani Canova con schienali alti risultano pratici e resistenti, adatti all'uso frequente e quotidiano.


giovedì 7 aprile 2011

La casa moderna come un gioiello: cominciamo dalle porte interne

Sfogliando le pagine di una rivista, mi è capitato fra le mani un titolo piuttosto interessante "La casa è un gioiello"; nel paragrafo introduttivo si parlava del fatto che le case di oggi sono sempre più ristrette, vuoi per esigenze economiche, vuoi per il cambiamento di stili di vita, ma questo non deve voler significare un imbruttimento della casa stessa, che invece deve essere impreziosita in ogni suo dettaglio. Così ho pensato a un elemento su tutti che per primo può rendere raffinata un'abitazione a partire dai dettagli: le porte interne.

Spesso dimenticate o comunque relegate in secondo piano, le porte interne possono invece arredare lo spazio come un qualunque altro elemento strutturale, rendendo preziose le stanze anche se piccole. Una bella porta da interno, raffinata ed elegante, magari realizzata con materiali pregiati, può rendersi da sola la protagonista di ambienti piuttosto neutri perchè ristretti, ma pur sempre curati.

Che le case si stiano rimpicciolendo è vero: è un dato di fatto, supportato da sondaggi e ricerche di mercato, ma anche dal palpabile cambiamento dello stile di vita. Non è soltanto la crisi unita alle ristrettezze economiche a chiedere abitazioni più piccole, ma è anche il numero di componenti di una famiglia che si sta restringendo, per tutta una serie di motivi sociali.

La casa più piccola tuttavia non deve essere necessariamente un limite, anzi, può diventare una risorsa, dove impiegare al meglio la propria creatività. Meno spazi da pulire, divisioni ben delineate fra le varie destinazioni d'uso, maggiore vicinanza tra gli abitanti appartenenti a uno stesso nucleo familiare: sono questi alcuni dei vantaggi di una casa di città con metratura ridotta, che tuttavia, con i dovuti accorgimenti, può rivelarsi vivibilissima e all'occorrenza più "spaziosa", sia a livello visivo (grazie ad accorgimenti quali luce, colori chiari, specchi, superfici lucide, etc) che a livello pratico (con un intelligente layout organizzativo, in cui le porte interne giocano sicuramente un ruolo fondamentale).

Ma per evitare di sentirsi privati di qualcosa, perchè i metri quadri rispetto a qualche decennio fa sono di fatto diminuiti, è necessario "aggiungere" da qualche altra parte: è una legge di compensazione che ci aiuta a riequilibrare la nostra serenità psicologica.

Così nonostante gli spazi piccoli, possiamo rendere la nostra casa "un gioiello", scegliendo particolari eleganti o folli, impreziositi da materiali pregiati oppure da forme inedite, e sicuramente accompagnati sempre da grande personalità ed elevata funzionalità.

Anche un elemento come le porte da interno può dunque contribuire a rendere la casa un gioiello, ma soltanto a patto che venga scelto con estrema cura: le porte infatti sono elementi sicuramete più duraturi rispetto ad arredi e accessori e quindi non ci devono stancare mai.

Ma come scegliere una porta da interno preziosa? Preziosa può significare tante cose, ma ai fini estetici possiamo riassumere questa parola in materiali importanti, linee pulite, inserti particolari, serigrafie o stampe, colori ricercati.

La porta battente Clever ad esempio è fornita con un inserto in pelle che sicuramente arricchisce l'ambiente con una personalità forte e con una presenza elegantissima, da abbinare a colori anche decisi come il rosso dell'immagine. Senza contare che l'ampia possibilità di personalizzazione relativamente allo stipite, la rende una porta potenzialmente unica e davvero preziosa.



Per un effetto raffinato e pregevolissimo, una porta scorrevole in cristallo come Xila, impreziosita dai dettagli serigrafati, con telaio a scelta fra diverse essenze di legno o fra diversi colori laccati, può costituire un elemento davvero particolare: è già di per sè la trasparenza, con i suoi giochi di luce, a offrire dettagli preziosi e impagabili; la purezza formale è un altro elemento esteticamente prezioso di questa porta.



Infine scegliere cristalli ricercati, con motivi decorativi particolari, come succede per la porta Atlantic, rende prezioso ed emozionale qualunque ambiente; perchè se la casa è un gioiello, l'effetto che deve creare sui suoi abitanti è quello di emozionarli ogni giorno.


giovedì 31 marzo 2011

Cucine moderne in contesti classici: passato e presente a confronto

Pare che in Europa, al di sopra delle Alpi, sia diventata ormai una consuetudine, un'abitudine che ha tutte le carte in regola per essere denominata "nuova tendenza": è quella di scegliere cucine estremamente moderne, lineari e squadrate, da inserire in contesti invece classici, rustici, addirittura d'epoca. Elementi strutturali evocativi di un certo passato (come soffitti a cassettoni, pietra a vista sui muri, volute e decorazioni) possono dunque essere creati appositamente (oppure possono far parte dell'edificio originale) per fare da sfondo ad arredi contemporanei, a tratti futuristici, anche hi-tech, talvolta minimali.

L'obiettivo è quello di creare un netto contrasto visivo, percepibile immediatamente non solo con gli occhi ma anche con i sensi e proprio per questo istantaneamente apprezzabile. Non è dunque l'uniformità in questo caso a dare vita ad ambienti emozionali, ma l'esatto contrario, l'antagonismo, l'opposizione, una situazione ambigua, bifacciale, che infonda sensazioni contrastanti fra loro e che proprio per questo possa essere definita con l'aggettivo più amato dagli artisti del Romanticismo: sublime.

Nel corso del 1800 era considerato "sublime" tutto ciò che provocava nell'uomo sentimenti contrapposti, ma così forti da non poter essere contenuti, e nemmeno veramente definiti: un bellissimo tramonto, un superbo paesaggio, un'entità gigantesca, l'oceano, l'infinità del buio della notte, erano tutte cose considerate sublimi, perchè se da una parte affascinavano, dall'altra spaventavano, proprio per la loro meraviglia o per la loro grandezza.

E forse l'emozione provocata da un contrasto visivo come quello di una cucina moderna in un contesto classico, non può risultare così forte come quella trasmessa da un tramonto sul mare, ma concorre comunque a creare sensazioni decise, prorompenti, risolute..

Pensate ad esempio al contrasto che potrebbe creare un muro con pietre a vista, abbinato a una cucina in vetro, oppure un soffitto a cassettoni ad elementi in acciaio; si tratta di scenografie che istintivamente richiamerebbero l'associazione a forme ingentilite, a fronzoli di vario genere, a colori vicini alla natura, a materiali rustici, ad accessori a vista, a camini con fuoco vivo.

Invece si tratta di elementi affiancati a materiali nuovi, lucidi, riflettenti, con colori talvolta sgargianti o comunque totalmente scollegati a richiami naturali, e con forme estremamente lineari, regolari, geometriche, e soprattutto essenziali, senza oggetti superflui, senza elementi a vista.

Il contrasto dunque risulta chiaro: un incontro contraddittorio, un diverbio fra tempi e stili differenti, in cui passato e presente si amalgamano dando vita a risultati ogni volta diversi, ogni volta inediti, unici, mai scontati. Un contrasto dove il passato rivive in tutta la sua gloria, con tutte le bellezze regalateci in secoli e secoli di Storia, ma dove il presente gioca un ruolo fondamentale, perchè senza di esso, non potrebbe esistere nessun confronto e nessun risultato sublime.

La cucina Open in melaminico e vetro, con superfici a specchio, acidate o laccate, con le luci a LED capaci di dare un aspetto futuristico a qualsiasi elemento, si presterebbe perfettamente a questo gioco di contrapposizioni, grazie anche alla sua estrema pulizia formale.



Anche la cucina Klass con elementi in acciaio e alluminio, con colori lucidi decisamente contemporanei, sarebbe perfetta per un simile intento.



Incredibile poi l'effetto che potrebbe avere la cucina Mirror in vetro ad esempio su una parete in pietra, con la sua finitura necessariamente riflettente (come dice il nome stesso della cucina), con i suoi colori vivi, con gli elementi in acciaio, con la purezza delle sue forme.



Non trovate che in fondo tutto questo sia VERAMENTE sublime??

martedì 29 marzo 2011

Librerie bifacciali: dividere senza separare

Ma le librerie servono solo per contenere (libri)?? La risposta è no. Soprattutto se si parla di librerie bifacciali, nate per essere funzionali e accessibili su entrambi i lati e quindi anche per svolgere almeno un ulteriore compito: quello di poter dividere gli ambienti, ma senza separarli.

Se guardate sul dizionario dei sinonimi, troverete che "dividere" e "separare" vogliono dire la stessa cosa; ed è proprio qui che sta la particolarità delle librerie bifacciali: esse infatti danno l'impressione di fare una cosa che in realtà non fanno. Un circolo vizioso verso un risultato inconcludente? No, affatto. In realtà si tratta esattamente di ciò che si vuole ottenere in alcuni casi.

Oggi i layout delle case tendono esplicitamente all'open, cioè a una visione degli spazi che sia la più ampia possibile, dove le destinazioni d'uso si compenetrino a formare un unicum variegato, ma pur sempre arioso ed esteso.

In una scenografia del genere, dove spesso si trovano a convivere in un unico ambiente ingresso, cucina, zona pranzo, living, salotto, zona conversazione, angolo studio e, talvolta, zona notte, torna a galla un'antica esigenza, abbandonata in favore della concezione open: quella della divisione degli spazi, necessità diametralmente opposta, che però non può non manifestarsi in determinate situazioni.

Così ci si può ritrovare a voler dividere l'ingresso dal salotto, la zona studio dalla zona pranzo, la zona notte dalla zona giorno, la cucina dal living. Ma senza volerne precludere l'unione, senza soprattutto sbarrare la strada alla luce, senza togliere quel senso di ariosità tanto duramente conquistato dalla tendenza all'open.

Così rimane un'unica soluzione possibile: dividere senza separare. Dividere idealmente, visivamente ma non troppo, lasciando correre luce, aria e anche sguardo, ma celando al contempo una privacy da un'altra e dando a ogni zona la sua univoca destinazione.

E le librerie bifacciali sono lo strumento più consono ad eseguire questa operazione; un'operazione che a parole sembra difficilissima e quasi impossibile, come una sottile disquisizione linguistica fine a se stessa, senza attuazione pratica.

La pratica invece c'è eccome: con una libreria bifacciale infatti, posta tra i due ambienti che si vogliono suddividere, si crea di fatto tale separazione, ma senza togliere luce, respiro e spazio.

Lo si nota bene guardando la libreria Charlotte e la sua collocazione in questa immagine, che ci ricorda come questo genere di arredo possa rispondere perfettamente alle esigenze di un loft o di un grande open space.



La libreria Meridian aggiunge un ulteriore elemento apprezzabile: la sua forma infatti cambia a seconda del punto di vista con cui la si guarda, creando un effetto diverso ed elegante da ogni lato e dando quindi l'impressione visiva di trovarsi in due ambienti davvero separati.



Anche nelle camerette dei ragazzi le librerie bifacciali potrebbero risolvere diversi problemi di organizzazione dello spazio: soprattutto gli adolescenti infatti necessitano di avere a disposizione zone e funzionalità differenti concentrate in un unico ambiente. Dividere visivamente in due la camera destinata a due ragazzi, come dimostra la libreria Young, potrebbe essere la soluzione ideale per permettere loro di ottenere la giusta privacy, così come dividere la zona studio da quella notte potrebbe invece aiutare a dividere in modo intelligente anche le relative attività.

mercoledì 23 marzo 2011

Arredare una veranda con poltrone e chaise longue

Potrebbe rimanere un sogno irraggiungibile per molti, oppure avverarsi proprio all'arrivo di questa bella stagione, quello di una splendida veranda da arredare e da godere, sul terrazzo o in giardino, un luogo letteralmente incantato, dove la canzone "Il cielo in una stanza" potrebbe suonare all'infinito e dove la prima parola ad affiorare alla mente è relax.

Una veranda, un giardino d'inverno, una stanza che per tutto l'anno si trasforma in una grande finestra sul mondo; un luogo da condividere, ma che evoca anche un relax solitario, privato, intimo. E che proprio per questo trova nelle poltrone l'espressione più adeguata per realizzare il sogno di un ambiente personalizzato e raccolto.

Il contatto intimo con la natura, con il sole, con il cielo, con la pioggia, con il tessuto urbano, è qualcosa che nella veranda si verifica e si amplifica, e merita tutta la sua privacy quando siamo e vogliamo essere soli; ma si tratta anche di un contatto da condividere con le persone che più amiamo, per fermarsi a godere insieme di qualcosa di cui si perde facilmente il ricordo.

Ecco perchè la poltrona può adeguarsi sia all'una che all'altra situazione: due, tre, quattro poltrone fanno la condivisione, ma una poltrona fa l'intimità, crea la giusta dimensione spaziale utile alla personalizzazione di un tempo prezioso, in cui sfogarsi, in cui farsi consolare, in cui gioire, in cui decidere.

Tutti dovremmo avere un posto così: perchè ogni singola scelta impone decisioni non semplici, da ponderare con calma, in un ambiente dove il pensiero possa correre libero; perchè tutti abbiamo bisogno di un luogo soltanto nostro, dove chiudere tutte le nostre preoccupazioni, ma anche tutte le nostre passioni; perchè tutti abbiamo diritto di essere coccolati, se non da altri, da noi stessi e dall'ambiente che ci circonda e che scegliamo di chiamare casa.

E niente coccola meglio di una morbida poltrona, di una seduta comoda, studiata apposta per il relax, posta davanti a una finestra aperta sul mondo, in penombra o in piena luce. Una poltrona che riesca a costituire una soluzione di continuità con l'ambiente esterno, imitandone in qualche modo lo stile.

La poltrona Barcelona Chair sarebbe ad esempio perfetta per richiamare un mood urbano circostante, dove strade e palazzi si susseguono formando un interessante, quanto caotico paesaggio metropolitano.



Comoda, morbida e fresca la poltroncina Antares, adatta a fondersi con un contesto naturale, dove fiori e colori primaverili sono i protagonisti.



La chaise longue Casanova invece sarebbe l'elegante e comodo complemento perfetto per osservare il cielo, per guardare le nuvole che si rincorrono o le gocce di pioggia che sbattono sul vetro della veranda. Una seduta che trasformerebbe un semplice luogo di relax in una postazione pronta per sognare o per abbandonarsi in un mondo altro, tagliando fuori tutto il resto.